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Il bello dell' HappyEnd

Quest’anno nell’elenco dei cosiddetti cinepanettoni ho scelto due film che non sono stati osannati come le altre pellicole demenziali uscite a dicembre. Il primo che ho voluto vedere è stato “Love is all you need”, un film che per gli incassi potrebbe essere considerato un flop totale, infatti pochi giorni dopo l’uscita era già sparito dalle sale, ma che invece è risultato ironico e leggero al punto giusto.

La storia è ambientata in Italia sulla costiera amalfitana, e racconta di amori, tradimenti, affetti familiari, conditi con una buona dose di irriverenza e humor inglese. Alla fine del film sono uscita sorridente e a cuor leggero.

L’altro film che ho scelto, uscito subito dopo le feste natalizie, è il tanto acclamato film di Muccino: “Quello che so sull’amore”. Il film è stato accolto con scetticismo dopo il flop negli Stati Uniti, ma è già ai primi posti della classifica a pochi giorni dall’uscita. La storia è carina, forse anche un po’ banale, ma la comicità prevale e quindi alla fine il risultato è gradevole. Sicuramente i toni non hanno a che vedere con i film tipicamente italiani, nonostante il regista sia uno che ai suoi esordi aveva dimostrato di mantenersi sulla tradizione italiana dei film dalla comicità amara… In realtà si è ricreduto e grazie alla esperienza americana è diventato più piacevole e meno drammatico.

Perché alla fine dopo un anno di crisi economica, terremoti, e tragedie varie, forse il mondo ha bisogno di ridere un po’, ma soprattutto ha bisogno di un “happy end”. Ma questo nella cinematografia italiana non è permesso: o fai film demenziali senza capo né coda, o fai film strappalacrime, problematici e pesanti… Visto che il nostro paese sta cercando di uscire dalla crisi totale, sia economica che di valori, potrebbe provare lanciando la carta del rinnovamento…. Parola usata troppo spesso dai nostri politici ma mai messa in pratica. Muccino potrebbe essere un esempio di quella generazione che deve rimettersi in gioco per ritornare a galla, che nonostante la critica e le obiezioni dei parrucconi ha accettato di cambiare stile. Bravo! Finalmente ci ha regalato un “lieto fine”…

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